C’era una volta…
Come tutte le favole che si rispettino, anche questa comincia con «C’era una volta…» È la storia di un guerriero che, per salvare la bellissima fanciulla prigioniera, deve affrontare il mostruoso drago che fino a quel momento ha posto fine alla carriera di tanti aspiranti eroi che hanno cercato di liberarla. Questa non è semplicemente una storia per bambini, ma un mito universale tramandato tra generazioni poiché ha in sé qualcosa capace di toccare il cuore degli esseri umani, una rivelazione di ciò che potremmo essere se avessimo il coraggio di vivere all’altezza delle nostre potenzialità.
Il guerriero, il drago e la principessa sono immagini e simboli delle forze con cui gli esseri umani hanno a che fare tutti i giorni. Ognuno di noi deve fronteggiare la sfida del drago.
Il drago è formato da tutte le paure e i problemi che si presentano nella vita quotidiana. Il drago è ciò che si frappone fra noi e i nostri desideri. La nostra paura, rassegnazione e demotivazione alimentano il fuoco del drago. Soltanto un guerriero può avere la forza di affrontarlo.
L’eroe della storia è infatti un guerriero, perché per sconfiggere il mostro che ci separa dalla nostra meta non basta essere gentili e di animo buono, l’eroe deve essere un esperto nell’arte della guerra per poter vincere il conflitto. La forza, il coraggio, una volontà indomabile sono le sue caratteristiche e senza di esse nessun individuo può liberare la principessa.
La fanciulla non è solo un ingrediente di contorno della storia, il suo ruolo non è meno importante di quello del guerriero. Lei è tutto ciò che il guerriero non ha: sensibilità, creatività, dolcezza, capacità di sognare e gioire di ogni aspetto dell’esistenza. Il guerriero la salva dal drago, ma è lei che porta la felicità nella vita del guerriero, poiché il guerriero sa come combattere, ma lei sa come vivere. Fanciulla e guerriero, non sono due entità separate, ma energie complementari.
La natura del guerriero ha poco a che fare con la forza fisica, la sua qualità più profonda è la capacità di poter scegliere, invece che farsi scegliere. Nel momento in cui diventiamo consapevoli che la nostra condizione, il nostro aspetto, gli amici, il lavoro, tutto è il risultato delle nostre scelte, possiamo far cadere le resistenze e diventare artisti del vivere, adoperare ciò che è in nostro potere per realizzare la propria esistenza. Tuttavia un guerriero che non conosca la creatività è lontano dall’armonia quanto una principessa che non conosca l’autocoscienza.
La principessa ha un cuore sensibile, ma appena un ostacolo le sbarra il passo non è in grado di superarlo. Sa come sognare ma non sa camminare nel mondo. Poiché non è in grado di difendere il proprio spazio, diviene una facile preda per il drago che la cattura e la rende prigioniera. Non si sente libera di scegliere, la paura la segue ad ogni passo. Questa rappresenta l’angoscia che scaturisce dalla mancanza di sicurezza, dalla poca fiducia nelle proprie capacità, perché per troppo tempo siamo rimasti immobili nascondendo a noi stessi ed agli altri le nostre incertezze e paure. Spesso persone con straordinarie abilità creative e con sensibilità fuori dal comune soffrono più di ogni altro perché i loro talenti non sempre funzionano nel mondo e manca loro una chiave di ingresso, rimanendo ai margini di una realtà così difficile da afferrare. Ma quando dentro al cuore di una persona la dolcezza creativa della principessa si accompagna al carattere di un guerriero, i limiti vengono trascesi e l’individuo muove i primi passi verso la naturale realizzazione di se stesso.
L’equilibrio di ogni essere umano, uomo o donna che sia, arriva solo quando la persona crea un’armonia tra il guerriero e la principessa interiori.
Riferimenti:
Bolelli D. (1996). La tenera arte del guerriero. Castelvecchi Editore, Roma.
Scrivi un commento