
L’ansia corrisponde ad uno stato emotivo che il cervello ha sviluppato nel corso dell’evoluzione della specie umana con l’obiettivo di proteggere l’individuo dalle minacce del mondo esterno. L’ansia suscita una reazione d’allarme nei confronti di uno stimolo reale, spingendo, così, il soggetto a ricorrere alle proprie risorse per superare le difficoltà incontrate. Ad esempio, nel momento in cui un individuo si trova davanti alla necessità di affrontare diversi tipi di situazioni, come un esame o un colloquio di lavoro, inizia a provare sensazioni legate all’ansia, sia dal punto di vista psichico, come sentirsi nervoso, teso, apprensivo, sia dal punto di vista fisico, come tachicardia, sudorazione ed aumento della respirazione.
Quando è funzionale, la reazione ansiosa provata consente al soggetto di attivare le proprie risorse fisiche e mentali, ad esempio aumentando l’attenzione o la tensione muscolare, arrivando così a migliorare la propria prestazione e permettendo il superamento della prova stessa. L’ansia, in sostanza, può accompagnarsi alla crescita e al cambiamento ed è da intendersi come una risposta appropriata nei confronti delle diverse circostanze che il soggetto sperimenta.
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Spesso, però, può accadere che alcuni soggetti si trovino in uno stato d’allarme anche davanti a situazioni del tutto innocue. In questo caso si può parlare di “ansia patologica o disfunzionale”.
Con questo termine si indica una risposta ansiosa esagerata e disfunzionale che spinge il soggetto a provare una sensazione di pericolo in situazioni di minimo rischio. In questo caso l’ansia non è più intesa come meccanismo di sopravvivenza, ma si manifesta con reazioni inappropriate rispetto alla situazione specifica. L’ “ansia patologica o disfunzionale” corrisponde ad uno stato emozionale negativo, spesso connesso alla paura.
I due termini generalmente sono usati in modo intercambiabile, in quanto sono ritenuti sinonimi. In realtà ci sono delle differenze in termini di cause, durata e mantenimento della paura e dell’ansia. Con il termine paura si intende uno stato mentale e corporeo di allarme nei confronti di un oggetto concreto che minaccia la nostra identità o quella di qualche individuo o un oggetto o valore amati.
Il termine viene, quindi, usato per descrivere una reazione emozionale alla percezione di un pericolo specifico, ossia una minaccia identificabile. La paura ha un oggetto specifico, provoca delle reazioni intense e innalza improvvisamente il livello individuale di attivazione, l’arousal. Essa è episodica e termina quando il pericolo viene allontanato dall’individuo.
Al contrario, l’ansia non ha un oggetto specifico, è spiacevole e persistente e, a differenza della paura, non è così chiaramente controllata e determinata. Inoltre, mentre l’aumento o la diminuzione della paura sono delimitati nel tempo e nello spazio, l’ansia è più pervasiva. In sostanza, l’ansia si pone come uno stato di aumentata vigilanza piuttosto che come una reazione di emergenza.
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